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the director's eye al Tribeca Film festival
10 Maggio 2013
the director's eye al Tribeca Film festival
La grande kermesse cinematografica newyorkese si è svolta dal 17 aprile al 28 aprile. In totale, il più importante festival della città ha visto la partecipazione di 117.000 persone, con 400 tra proiezioni e eventi, 80 lungometraggi e 60 cortometraggi. Vincitore della sezione narrativa è stato l'eccellente regista australiano Kim Mordaunt con The Rocket.

Tra i documentari selezionati quest'anno, uno dei più interessanti è I Got Somethin 'to Tell You, per il quale l'attrice Whoopi Goldberg passa dietro la macchina da presa e racconta la vita dell'attrice comica Moms Mabley e gli innumerevoli artisti che da lei sono stati influenzati, tra i quali Bill Cosby, Eddie Murphy, Joan Rivers, Sidney Poitier, Jerry Stiller e Harry Belafonte. Un altro bel documentario è il ritratto del leggendario comico Richard Pryor che ricostruisce il percorso e l'ascesa della sua carriera, fino alla sua affermazione come uno degli attori comici più apprezzati del 20° secolo. Richard Pryor: Omit the Logic è una pellicola divertente firmata da Marina Zenovich che mette a nudo i demoni con i quali Pryor ha lottato per tutta la vita, sottolineando quanto la libertà artistica possa essere audace e pericolosa.  

Let the Fire Burn invece di Jason Osder narra gli eventi del 13 maggio 1985, in cui la polizia di Philadelphia bombardò con esplosivi militari una fila di case, occupate dal movimento radicale afro-americano MOVE. Durante quel drammatico avvenimento i vigili del fuoco, già sulla scena, rimasero indietro a guardare per quasi un'ora la fiammata che bruciò almeno tre isolati della città. Sei adulti e cinque bambini morirono nell’incendio e 61 case nel quartiere operaio West rimasero distrutte. Il film di Jason Osder è il primo documentario a raccontare questo capitolo straziante e confuso della storia contemporanea americana.

Inoltre, dal nostro osservatorio (the director's eye è un fondo per lo sviluppo di talenti del cinema africano), è importante analizzare il grande risalto dato durante il festival ai vincitori dei fondi annuali del Tribeca Film Institute. L'istituto ha creato un programma di sostegno alla realizzazione di sceneggiature di fiction e di documentari che sostiene il lavoro dei registi fornendo borse di studio, risorse e consulenti per un anno e favorisce un maggiore accesso ai contatti nel settore. Il programma e i relativi fondi sono suddivisi in sei categorie: Tribeca All Access, TFI Documentary Fund, Gucci Tribeca Documentary Fund, TFI Sloan Filmmaker Fund, TFI Latin America Media Arts Fund. Numerosi i film supportati in diverse fasi della produzione e della post-produzione, attraverso contributi il cui ammontare varia dai 10.000 ai 40.000 dollari. I criteri per partecipare ai bandi del Tribeca riguardano i contenuti delle opere filmiche ma riservano anche particolare attenzione alla provenienza di giovani filmmakers, privilegiando gli autori che hanno maggiori difficoltà ad accedere ai fondi nazionali e privati esistenti nel settore cinematografico.

La storia del festival Tribeca, nato nel 2002 dall'idea di Robert De Niro e Jane Rosenthal con l’intento di ridare slancio all’area di Lower Manhattan dopo gli attentati dell'11 settembre, è alquanto controversa. Inizialmente, infatti, l’evento era caratterizzato da una selezione poco attenta al cinema di ricerca e decisamente “commerciale.” Nel 2009, dopo anni di critiche feroci da parte di molti addetti ai lavori il Tribeca subisce una prima virata importante nella sua storia: De Niro chiama a dirigere la “macchina” dell'intero festival, colui che per 11 anni ha diretto il Sundance, ovvero Geogffrey Gilmore, attuale Chief Creative Officer di Tribeca Enterprises. A partire da quel momento il festival si concentra progressivamente sul cinema d’autore, confermando questa tendenza nel 2012, con la nomina a direttore artistico di Fréderic Boyer, ex direttore della sezione Quinzaine des réalisateurs di Cannes.

I risultati di questa trasformazione non si sono fatti attendere e hanno dimostrato l'evidente crescita del festival, in particolare per quanto riguarda l'eccellente selezione di documentari americani e lungometraggi di fiction internazionali. Anche se la qualità delle narrazioni del Tribeca resta ancora un punto dolente, nel corso dei suoi dodici anni di esistenza, l'evento ha tuttavia lottato per competere e ottenere le anteprime mondiali, non attratte dal Sundance o da altri festival autorevoli, affermandosi come un importante appuntamento nella scena cinematografica internazionale.


Immagine: foto da The Rocket di Kim Mordaunt.
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